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La corretta TERMINOLOGIA  da adottare per descrivere i movimenti e per Insegnare

Prof. Claudio Fassari - Master Trainer Alta Formazione Fitness  

L’essere professionisti, implica l’acquisizione di serietà e padronanza di un prodotto da proporre con i giusti termini, collegati alla cinesiologia, alla scienza medica, alla biomeccanica e nello stesso tempo comprensibili a coloro che si rivolgono a noi per “fare ginnastica”. Qui di seguito riporto il significato di termini legati alla ginnastica e allo sport, definiti in modo classico e, nello stesso tempo, a volte con parallelismi ad altri modi di descriverli più comuni, ma non per questo esatti nel rigore tecnico.


ATTITUDINE-particolare posizione del corpo o di un segmento di esso che tiene in considerazione il centro di gravità (cdg) del corpo o del segmento stesso. Esempi classici sono l’A. di appoggio o di sospensione, ove il cdg si trova rispettivamente sopra o sotto il punto di presa. Si parla anche di A. quando:
·         -esiste una possibilità di squilibrio muscolare non definitivo per il quale la postura risulta non funzionale, facilmente ripristinabile con la ginnastica (v. paramorfismo)
·         -il soggetto è portato ad un certo tipo di lavoro e di attività in quanto ne possiede le doti (virtualità) che, se ben indirizzate (potenzialità, ambiente e volontà) ne decretano il successo
·         -in senso energetico potrebbe essere assimilabile a TEMPERAMENTO

ATTEGGIAMENTO-considerazione del corpo o di un segmento di esso avulso (indipendentemente) dal suo cdg. Esempi classici sono l’AT. Lungo, breve, raccolto, teso. Indica quindi una situazione già “acquisita”, “assunta”, “propria”.
·         1-a differenza del termine medico, l’ATTEGGIAMENTO in ginnastica è sinonimo di DISMORFISMO, ovvero di un problema NON CORREGIBILE con il solo movimento
·         2-in psicologia potrebbe essere collegato al comportamento di chi, con il proprio carattere, ha assunto una PRESA DI POSIZIONE o un MODO DI ESSERE costanti verso una situazione affettiva,               sociale, lavorativa, politica, con alta percentuale di irreversibilità.
CATENA CINETICA-insieme di segmenti corporei legati nella circostanza in esame da un rapporto funzionale. La catena cinetica è chiusa se i segmenti in questione sono in appoggio, altrimenti è aperta.
ADDURRE- avvicinare un segmento all’asse longitudinale del corpo (A.L.). termine inesatto associato spesso è CHIUSURA
ABDURRE- allontanare un segmento dall’A.L.. termine inesatto associato è APERTURA
DISTENSIONE- sinonimo di ALLUNGAMENTO, indica il porre in senso di LUNGHEZZA un gruppo muscolare o un segmento; in entrambi i casi però, ciò deve avvenire grazie alla forza di gravità o ad altri muscoli che non siano quelli da allungare. Nell’allungamento vero e proprio, c’è un intervento mirato sulla muscolatura da allungare sollecitando i sensori propriocettivi.
ESTENSIONE- indica il porre in senso di lunghezza due o più segmenti legati da una o più articolazioni PER EFFETTO DELLA CONTRAZIONE CONCENTRICA VOLONTARIA DI MUSCOLI ESTENSORI, ovvero situati all’ESTERNO dell’angolo articolare delle articolazioni in esame.
FLESSIONE- porre in atteggiamento breve uno o più segmenti legati da una o più articolazioni PER EFFETTO DELLA CONTRAZIONE CONCENTRICA VOLONTARIA DI MUSCOLI FLESSORI, ovvero situati all’INTERNO dell’angolo articolare delle articolazioni in esame, con il segmento da mobilizzare al di sotto del punto di presa.
PIEGAMENTO- porre in atteggiamento breve uno o più segmenti legati da una o più articolazioni PER EFFETTO DELLA FORZA DI GRAVITA’ dei segmenti stessi posti al di sopra del punto di presa e di appoggio (catena cinetica chiusa)
INCLINAZIONE- avvicinamento di un segmento rispetto a un altro per effetto DEL PESO STESSO DEL SEGMENTO. Spesso si dice erroneamente flessione, per esempio con l’avvicinare il busto agli arti inferiori dalla stazione eretta, anche lateralmente e anche con il dorso curvo.
RIZZARE- contrario di piegare
PARAMORFISMO- attitudine di squilibrio muscolare di uno o più segmenti del soggetto, che non abbia per nulla compromesso la stabilità funzionale osteo-articolare, quindi correggibile con attività motorie generiche o specifiche. Erroneamente i medici parlano di atteggiamento.
PARADISMORFISMO- attitudine di squilibrio muscolare che ha inizialmente sollecitato ad un vizio di posizione, di forma o di postura la stabilità funzionale osteo-articolare del soggetto, comunque in tutto o in parte ancora correggibile con attività motorie specifiche.
DISMORFISMO- divisione dalla forma funzionale e corretta delle strutture osteo-articolari, non correggibile con le attività motorie ma solo, ove possibile, con mirati e/o cruenti interventi medici, anche se supportati da attività motorie.
POSTURA- particolare posizione del corpo o dei segmenti corporei che indica un MODO DI PORSI rispetto al movimento da eseguire o all’immagine da assumere. Risulta corretta quando è perfettamente equilibrata e assunta naturalmente per ottenere il migliore scopo con il minore dispendio energetico
SENSAZIONE-stimolo ricettivo derivante dalle strutture ricettive degli organi sensoriali
PERCEZIONE- risultato definibile come “immagine” dell’insieme delle sensazioni ricevute; le sensazioni divengono un “oggetto” concreto o astratto ma assolutamente REALE
RAPPRESENTAZIONE- capacità di memorizzazione e ripetizione delle percezioni; ovvero un link che al minimo stimolo ci riporta l’immagine bypassando sensazione e percezione e rendendola di nuovo reale
CINESTETICA- informazioni sugli aspetti dinamici, temporali e spaziali del movimento
CINESTESICA- informazioni dei recettori muscolari
CENESTESICA- informazioni che l’organismo invia per la consapevolezza del proprio benessere
PROPRIOCETTIVITA’- sistema informativo sul lavoro delle articolazioni e sulle tensioni muscolo-legamentose ad esse applicate. In alcuni ambiti psicologici la propriocettività rappresenta l’assimilazione egoica di informazioni energetiche di varia natura.
APPRENDIMENTO- acquisizione di modelli operativi con memoria di ripetizione. Completamento di ciò che Piaget definiva assimilazione e accomodamento per la funzione educativa e sociale della persona, ai fini di azioni mirate al benessere di tutto ciò che ruota intorno alla persona stessa. Nell’ambito MOTORIO l’apprendimento si identifica con l’acquisizione delle ABILITA’ MOTORIE, ossia con il miglior apporto condizionale (organico-muscolare) e coordinativo per svolgere tecnicamente al meglio azioni motorie più o meno specifiche di qualsiasi esercizio o attività sportiva.
ALLENAMENTO- proposta di mezzi e metodologie atta a sviluppare il migliore ADATTAMENTO dell’organismo, inteso come unità psicofisica, a doti prestative superiori al metabolismo basale, ovviamente richieste dallo sport e dalle attività motorie in generale. Il metabolismo basale, comunque, può e dovrebbe essere mantenuto al meglio con una condotta di vita e una attività motoria sane e costanti.
GINNASTICA POSTURALE- esercizi educativi e rieducativi mirati all’equilibrio statico e dinamico dei rapporti osteo-muscolo-legamentosi tra i vari segmenti corporei, al fine di ridurre o eliminare scompensi e situazioni tensive, dolori e paramorfismi.
MOBILIZZAZIONE ARTICOLARE- ginnastica mirata alla mobilizzazione delle sole articolazioni comprensive di legamenti SENZA NESSUN TIPO DI INTERVENTO DEI MUSCOLI CHE LE GOVERNANO, (Ciammaroni) al fine di liberare l’articolazione stessa da tensioni muscolari evidentemente lesive, rieducandola successivamente a più equilibrati interventi muscolari con la GINNASTICA PERIARTICOLARE
GINNASTICA RESPIRATORIA- esercizi che coinvolgono in maniera selettiva gli organi della respirazione, al fine di migliorarne e equilibrarne i parametri e LA PRESA DI COSCIENZA del soggetto, non esclusi gli spazi di comunicazione tra i vari organi (parenchima). Questa ginnastica, come tutte le altre ma anche di più, va opportunamente dosata e proposta da personale esperto, proprio per l’inevitabile arricchimento degli scambi gassosi e il coinvolgimento più profondo del SN. Se ben esercitata favorisce il controllo emozionale anche in situazioni di emergenza, le capacità di rilassamento e così via.
STRETCHING- esercizi mirati alla detensione neuromuscolare e tendinea, al fine di allungare per quanto “più” possibile secondo la naturale fisiologia i muscoli, in modo da permettere il miglioramento della MOBILITA’ ARTICOLARE (flessibilità). Può essere eseguito con tecniche diverse anche passive o semi-passive, in base al tipo di esigenze motorie, sportive, rilassanti o di benessere in generale. Dobbiamo considerare che il tessuto tendineo di unione tra muscoli e capo osseo, possiede scarsissime o inesistenti componenti elastiche; proprio perché è comunque un tessuto non solido ma di forte struttura, permette alle fibre muscolari connesse di dare un punto di ancoraggio per il loro allungamento. Le sollecitazioni improvvise e violente, che ovviamente non esistono nello stretching ben fatto, possono quindi lacerare la sua struttura o compromettere l’inserzione ossea. In realtà nel vero stretching si lavora per gli organi neuromuscolari di inibizione e controllo tensivo.
SOVRACCARICO- tutto ciò che supera l’impegno fisiologico abituale e quotidiano del soggetto nella sua vita non sportiva e/o durante il suo allenamento e tutto ciò che, in termini ponderali, costituisce ZAVORRA, ovvero peso in più da portare, sopportare o vincere espressa in kg, durante l’allenamento. Sovraccarico è quindi anche il dover correre per prendere il mezzo pubblico in tempo, remare verso il largo con un pattino il primo giorno di vacanza, fare le scale se siamo abituati all’ascensore, attività che per un sedentario e per il suo medico destano certo preoccupazioni, molto meno per chi ogni giorno svolge attività motoria o sportiva, anche se di natura diversa. Il sovraccarico è la base delle funzioni adattive dell’organismo atte al favorire la SUPERCOMPENSAZIONE, è anche ciò che viene definito stimolo adeguato per l’allenamento.
SUPERCOMPENSAZIONE- ricostituzione e funzionalità di elementi tissutali, chimici, energetici e meccanici che si attua successivamente a ogni allenamento in quantità e percentuali superiori al periodo precedente l’inizio del carico fisico; è il principio di ogni aumento prestazionale e avviene con attente programmazioni e metodologie di allenamento
FATICA- fenomeno di accumulo di lavoro che dà sensazioni di stanchezza e di desiderio di interrompere, oltre che di fastidio e/o dolori selettivi o diffusi. E’ un campanello di allarme ma anche una condizione da vivere per ottenere allenamento. La persona e soprattutto il bravo allenatore devono saperne valutare i sintomi per terminare il lavoro o meno. Le sensazioni di fatica fanno parte delle “sofferenze” dell’”agone” sportivo, ma non vanno mai sottovalutate.
SPORT- attività motoria svolta come gioco a carattere competitivo e governato da regole di svolgimento e principi morali, la quale prevede uno o più vincitori. Inizialmente erano considerati sport soltanto quelli olimpici, ormai, per fortuna, non è solo così.
TROFISMO- sinonimo di nutrimento, ci fornisce un’idea, spesso visiva, della presenza di tessuti muscolari forti e funzionali, ma il termine è riferibile a tutte le cellule del corpo umano, anche se differenziate per funzione. Qualsiasi esercizio richiama nutrimento e circolazione sanguigna per i tessuti anche ossei, le differenzazioni si stabiliscono per qualità, intensità e concentrazione, fino all’ipertrofia.
PROGRAMMAZIONE- individuazione di metodi e tempi per giungere agli obiettivi; si avvale del principio di realtà (deve essere possibile con i tempi, i mezzi e la volontà disponibili) e dei cardini scientifici dell’allenamento (quantità, intensità, qualità e così via). Nello sport di livello agonistico è la base di qualsiasi risultato.
ROTAZIONE- movimento nel quale un segmento gira all’unisono in tutto il suo asse (es. avvitamento o piroetta.
TORSIONE- movimento nel quale un segmento ruota bloccando una o più parti del suo asse. (es. torsione del busto a dx o sx con il bacino fermo)
CIRCONDUZIONE- movimento nel quale un segmento descrive una circonferenza, ove l’articolazione lo permetta
DESTREZZA- padronanza e efficacia dei gesti motori, capacità di svolgere complesse azioni motorie con armonia, estetica, tecnica e risultati positivi
CAPACITA’ ORGANICO-MUSCOLARI (ex condizionali)- condizioni energetiche e meccaniche presenti nel nostro organismo che permettono le varie modalità di movimento. In particolare si parla di forza, di resistenza, di velocità e, in alcuni autori, di mobilità articolare. La velocità, in realtà è anche patrimonio della capacità del SN di inviare impulsi in rapida successione, come la mobilità articolare dipende anche e soprattutto dell’ottima funzionalità degli organi neuromuscolari, in risposta alle richieste di detensione e allungamento, sia nel lavoro statico che dinamico
CAPACITA’ COORDINATIVE- capacità di organizzazione e controllo del movimento. Dipendono in gran parte dal SN e dalle qualità psicoattitudinali e psichiche in generale. Per quanto riguarda lo sport il miglior apprendimento di queste capacità si attua tra i 7 e i 12 anni, al fine di poterle poi adattare all’evoluzione della maturità biologica e sessuale. Anche per questo motivo i migliori risultati di alcuni sport, come la ginnastica ritmica, la ginnastica artistica, la scherma e altro, si ottengono iniziandoli tra i 6 e gli 8 anni, anche se ovviamente senza precoci esasperazioni o richieste di alta specializzazione agonistica.
ESERCIZI (o carico fisico)- azioni muscolo-scheletriche, coordinative e energetiche, finalizzate alla ginnastica, al movimento e allo sport con evidenti motivazioni di salute, benessere e prestazioni psico-fisiche.
SCHEMA CORPOREO- consapevolezza (coscienza, riflessione) del proprio corpo in ambito interno(organico) e spazio-temporale; è l’immagine di sé (Shilder) che rappresenta l’unità psico-organica (organismica) con la quale ci si presenta a se stessi e agli altri. Gli attrezzi sportivi in possesso degli atleti o sui quali si esercitano girandoci intorno fanno parte dello schema corporeo.
CINESICA – sinonimo di linguaggio non verbale espresso in gesti
PROSSEMICA- significato delle posture e genericamente delle posizioni del corpo in riferimento allo spazio e/o alle persone circostanti, indica le reali intenzioni o verso l’ambiente o verso le persone
FISIOGNOMICA- significato psicologico delle forme e delle strutture del corpo (habitus e dottrina delle costituzioni umane)


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